Mamme, aiutate le vostre figlie ad andare oltre l’ideale di magrezza

“Sono grassa!” sempre più spesso ragazzine di tutte le età pronunciano questa fatidica frase che, seppur a prima vista sembrerebbe solo un capriccio, ultimamente assume sempre maggior peso e valore psicologico. Purtroppo infatti l’ideale di magrezza e di bellezza che spinge fin da piccolissime a voler essere sexy e magre sta contagiando un po’ tutte.. “sono grassa!”, “sono brutta!” sono frasi che spesso sottendono l’inizio di problemi relazionali e di autostima che se non risolti potrebbero condurre a difficoltà bene maggiori durante l’adolescenza e la prima età adulta.

Cosa fare ?

  1. Magrezza non è sinonimo di bellezza.

È importante aiutare le proprie  figlie a essere più oggettive con il proprio corpo, il corpo è sicuramente importante ma non lo è di meno un bel sorriso o uno bello sguardo, aiutiamole ad avere una visione realistica e sana rispetto al proprio aspetto fisico e aiutiamole a riconoscere quante persone ci sono attorno a noi con corporature o tratti fisiognomici diversi soddisfatti di loro stessi. Aiutiamole a mettere in discussione l’ideale di magrezza proposto dai media e mostriamo loro come queste pubblicità e immagini servono solo per vendere prodotti e poco centrano con la felicità e il successo personale. Una buona pratica, per esempio, è invitare le figlie a guardare con occhio critico i corpi ‘scheletrici’ che popolano tv, riviste, moda e spettacolo, lontani anni luce dalla realtà, e chiedersi: ‘Come mai questo ideale estetico riguarda solo le donne?’.

 

  1. La magrezza non è un valore !

Nelle conversazioni quotidiane è ormai passata la malaugurata idea che la magrezza del corpo sia un “valore” e non più una caratteristica fisica, in quanto associata spesso all’immagine di una donna forte, di successo e felice. Le ragazze di oggi, molto più di quelle di ieri, sono insoddisfatte dalla loro immagine riflessa nello specchio e temono di fallire in ogni campo se non corrispondono agli standard estetici: “più sei bella, più vali” si sentono ripetere.. e bella rimanda all’immagine di un fisico super longilineo ma con le curve al ‘posto giusto’. Quello che l’autrice Naomi Wolf ha definito il ‘corpo ufficiale’, proposto a oltranza dal mondo dei consumi.   È fondamentale ricordare loro che la magrezza non è nient’altro che una caratteristica fisica che poco o niente c’entra con le caratteristiche di personalità e tanto meno con la felicità !

 

  1. Relativizziamo l’importanza attribuita al corpo

Va insegnato alle proprie figlie che il corpo è solo una delle cose che ci contraddistinguono e che accanto alla bellezza esteriore ci sono moltissimi canali attraverso i quali potrebbe esprimersi e costruire la propria autostima, forse questo è il momento giusto per iniziare un corsi di danza, di canto o qualunque altro corso che la aiuti a confrontarsi con le sue coetanee sotto altri aspetti.

 

  1. È tutta questione di insicurezza ?

Se fino a ieri nostra figlia divorava tranquillamente una tripla porzione di torta se non stavamo attente e ora non lo fa più, anzi, la rifiuta, forse è il caso di chiederci e chiederle: “cosa è successo ?”. Sentirsi belle agli occhi degli altri regala una sensazione di tranquillità e sicurezza.. Non si sente più così ? Stiamo attente a non bollare come sciocche queste preoccupazioni e aiutiamola a riconoscere che cosa è successo e come mai si sente così.. “qualcuno ti ha preso in giro?”, “a scuola qualcuno parla di queste cose ?”. Importante infatti sarà aiutarla a riconoscere come si sente e a comprendere che se non si sta bene non è con la dieta che si risolvono i problemi ..

Importantissimo infine, è che noi per prime, crediamo fino in fondo quello che diciamo .. J 😉

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