Testimonianza anoressia

 Kivia, una ragazza di 17 anni anoressica


io soffro di disturbi del comportamento alimentare da 6 anni, non mangio per mesi perché vorrei essere magra come le modelle che sfilano in passerella, perché mi sembra sia l'unico modo per essere soddisfatta di me stessa. A volte mi abbuffo così tanto da non riuscire a stare in piedi, mi devo piegare in due dal male che ho alla pancia luridamente piena di ogni cosa abbia trovato di commestibile. Come si fa a distruggere l'immagine della ragazza «perfetta« e senza problemi, carina e gentile con chiunque? Come si fa?.No, faccio come tutte le altre. Fingo. Come si fa a pensare di essere giuste, che l'ideale della magrezza è sbagliato, solo dalle parole «buone» di qualche ministro o giornalista che denuncia l'argomento, se poi nella pagina dopo c'è la pubblicità di una modella magra e bella che ha tutta l'aria di avere successo e il mondo ai suoi piedi? Come si fa?È un esempio banale, ma è la verità.  Come faccio a sentirmi adatta se accendo la tv, guardo i cartelloni pubblicitari, vedo stuoli di ragazzi che «muoiono» dietro a qualche ragazza perfetta dal sorriso di plastica e il corpo da dea che sembra così felice. Come si fa?. Noi siamo ragazze. E sentiamo freddo. Freddo dentro. Quel freddo che ti congela i sentimenti e ti fa sentire un puntino piccolo e inadatto. Noi ragazze urliamo nel silenzio. Per ora, dopo sei lunghi anni, l'unico grande passo in avanti è ammettere a me stessa che sono malata. Io avevo 13 anni quando sono entrata nella fase più critica. Ero 1 e 70 per 45 kg, ed era davvero essere andata contro natura. Da piccola ero cicciottella, a 11 anni pesavo 60 kg e solo con le mie forze ne ero scesa di 15 in un anno .Allora sì che ti senti potente. Ma la felicità non si fa sentire. Eppure sei dimagrita. Sì, beh, sei soddisfatta di te stessa, senti che hai messo sotto controllo il tuo corpo, sei riuscita a perfezionarti come volevi. Ma senti lacerante un senso di vuoto e insoddisfazione. E allora? Cosa mi manca? Perché sono così triste, così insoddisfatta, così stanca? Alzavo la maglietta per vedermi la pancia e le ossa, le gambe e le braccia. Mai mi sono soffermata sul volto. Mia mamma mi diceva che facevo paura, sembravo uno zombie, facevo schifo. Le sue parole mi ferivano ma non l'ascoltavo più di tanto, guardavo di sfuggita il viso e non lo percepivo. Mi soffermavo sul mio corpo. Era sempre robusto, ma ne ero soddisfatta, era merito mio, delle mie capacità. Poi il tempo passa. E dopo quasi un anno ho ceduto. Sono iniziate le abbuffate. Ritornavo a casa stanca, stressata dalla scuola nella quale investo molte energie. E quando ero sola, aprivo la credenza e ingoiavo tutto ciò che vedevo. Una volta ho mangiato: un pacchetto intero di biscotti, una scatola di corn-flake, un litro di latte, cinque panini, una barretta di cioccolato, panna montata, formaggio, yogurt e un'arancia. Mi sono stesa esanime sul divano. Sentivo di scoppiare, da vomitare, un dolore immenso. Piena da far schifo, una pancia enorme, gonfia, dolorante. Di stare in piedi non se ne parlava. Strisciavo a terra. Quando è ritornata mia madre mi ha visto stare male. Però era più sollevata da un lato. Avevo mangiato, non lo facevo da mesi e mesi. Sì, perché anche la bulimia è una bestia. Magari viene sottovalutata perché fisicamente non sembri sofferente, sei robusta, in buona salute. Ma dentro...Se con l'anoressia eri vincente, con la bulimia ti senti un vero schifo, una perdente, un mostro, un'incapace. E non riesci a fermarti. Entri in trance, senti sempre un vuoto da riempire. Eppure, hai mangiato due kg di roba. Ma non basta, devi riempirti. Devi colmarti. Ma quale vuoto devo colmare? Ho ripreso 15 kg in pochi mesi. Mi ammazzo di sport per tamponare i danni, a volte vomito. Lo faccio poco, perché mi fa paura. Ma le abbuffate non le so contenere, ed è una grande bestia, una sconfitta contro me stessa, ogni giorno. Dovrei ragionare con il cervello, non dare retta allo stomaco. Però non ce la faccio. Non mangio per il gusto, ma per riempire. Riempire un vuoto senza fondo”